Il settore geofisico applicativo della GMS utilizza una vasta gamma di strumenti che consentono di eseguire indagini non distruttive del sottosuolo e delle strutture per la soluzione di problemi inerenti all'ingegneria civile, all'idrogeologia, alla geotecnica, all'archeologia ed alla geologia ambientale.
Di seguito vengono illustrati alcuni dei campi di applicazione delle metodologie geofisiche:
1. Prospezioni geofisiche a supporto della pianificazione urbanistica.
2. Ricerca di cavità e corpi sepolti.
3. Ricostruzione dell'andamento di sottoservizi e reti tecnologiche interrate.
4. Prove in situ per la verifica di strutture e di opere di consolidamento.
5. Studi di vulnerabilità e pericolosità sismica.
6. Indagini di rippabilità.
7. Controllo non distruttivo dello stato di paramenti di gallerie, pilastri in cls, sedi stradali, ponti (aree fratturate, etc.).
8. Ricerca di armature in cls
9. Mappatura delle aree franose, rilevamento delle superfici di discontinuità, identificazione e caratterizzazione dei livelli alterati, degradati, etc..
10. Individuazione di aree soggette a fenomeni carsici ed a diverso grado di fratturazione e/o cementazione.
11. Ricerche per la localizzazione e valutazione delle falde acquifere ubicazione dei pozzi di emungimento, studio dei meccanismi di migrazione degli inquinanti negli acquiferi (ingressioni marine, contaminazioni industriali, etc.).
Gli strumenti che vengono utilizzati, sono:
- georadar - e.m. ad induzione (conduttivimetro) - sismografo - georesistivimetro - stazione sismologica portatile (vibrometria)
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